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Oggi è peggio di ieri
ed è difficile spiegarti l’incomprensibile
ma ho bisogno di te,
nella stessa misura in cui tu ne avevi di me,
noi, figli dello stesso sguardo
espressioni siamesi, fratelli come pochi,
fratelli per tutti, fratelli noi.
Tutto non è più niente
e niente è meno di niente,
cambiano i sorrisi e restano le lacrime,
cambia improvviso il copione della mia vita.
E chi se lo aspettava!
È finito il tempo delle gioie,
così pure quello dei dolori,
tutto scivola in un tempo inconiugabile
aspettando che passi: e non passa.
Ho perso le emozioni.
Piango a guardarti
ma anche quando cerco di non farlo:
come faccio?
Chi se lo aspettava di vedere le tue lettere
con i tuoi numeri lì su quelle pietre:
l’unico contatto che mi resta.
Adesso nemmeno più quello
e ogni pensiero diventa un percorso,
perché i ricordi sono micce
che fanno brillare le mie lacrime
ma che le mie lacrime non sanno spegnere.
Parlo di te con tutti
e tutti mi parlano di te, con te,
ci sei ma non ti vedo e non ti voglio vedere.
Siamo rimasti a metà, tutti e due,
ma io da solo.